la longevità è donna: come raggiungerla al meglio, 4 semplici consigli

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Vivere a lungo è considerata una fortuna, e si può dire che sia un desiderio di tutti.

Le statistiche sono confortanti in tal senso, è stato rilevato un aumento della vita media in tutta Europa,

In dieci anni le prospettive di vita sono aumentate sia per gli uomini (dal 27 al 34 per cento) sia per le donne (dal 40 al

47 per cento). Lungo la Penisola vivono ventimila ultracentenari, in netta prevalenza donne: 80,8 contro 19,2 per

cento.

n media, dunque, vivono più a lungo le donne.

Eppure i vantaggi numerici si perdono di fronte allo stato di salute, e le donne se la passano generalmente peggio in quella

definita oggi come generazione argento.

 

SEMBRA un paradosso: siamo di più, viviamo più a lungo ma ce la passiamo mediamente peggio.

In termini di prospettiva dunque, conta la qualità oltre la quantità.

E dunque la domanda, la fonte di tanta incertezza :

come si fa ad invecchiare bene, mantenendo la lucidità e conservando un organismo mediamente efficiente?

 

Scienziati di tutto il mondo hanno discusso e confrontato le varie ipotesi sulla longevità e sul rovescio della medaglia,

l’invecchiamento.

Dall’ipotesi pre-darwiniana della “macchina” psicofisica che si consuma, alle più aggiornate teorie genetiche, per le

quali avremmo dentro di noi una specie di timer, un orologio biologico che determina la durata della vita.

Un brillante ricercatore scientifico nel 2003 ha rintracciato in un moscerino (e la scoperta fece notizia) il gene della

longevità. È importante che la ricerca vada avanti ma non dimentichiamo che gli esseri viventi invecchiano e

muoiono per lasciare spazio alle generazioni successive, e questo è un bene, il contrario sarebbe una catastrofe.

 

Come riuscire dunque a dare il massimo a tutti gli anni della nostra vita?

 

Ci sono quattro semplici segreti per realizzare questo obiettivo:

 

Il primo è quello di un atteggiamento di accettazione. Si rifà al taoismo e alle filosofie orientali, e consiste

nell’accettare i cambiamenti che il trascorrere degli anni porta con sé. Se ci trovassimo davanti alla mitica fontana

della giovinezza, è proprio sicuro che un uomo di cinquant’anni ne berrebbe l’acqua per ritrovare il se stesso

ventenne? Ritroverebbe la prestanza, ma perderebbe un tesoro di esperienza, compresa la personalità che si è forgiata

con fatica in anni e anni di vita e di battaglie.

 

Il secondo segreto è una vita attiva. Non impigrirsi, muoversi e camminare, portare piccoli carichi, tenere in

efficienza il corpo. Alla vita attiva bisogna accompagnare una giusta alimentazione, di quantità moderata e in gran

parte composta di frutta e verdura.

 

Il terzo segreto è continuare ad amare, con il cuore e con il corpo. La sessualità è programmata per funzionare sino

alla fine, ed è incomprensibile e sbagliato rinunziarvi. Non solo fa bene alla mente perché ci relaziona strettamente

con un altro essere, ma fa bene al corpo fisico. In più, gli ormoni e i neurotrasmettitori, importanti per la vivacità,

vengono stimolati dal vigore sessuale.

L'amore con il cuore, significa amore verso il prossimo, restare in contatto il più possibile con gli altri. Le reti sociali

ci tengono in vita; far parte di associazioni, culturali o sportive, avere gruppi di amici da frequentare con regolarità, il

rapporto “reale”, e meno virtuale, ci fa sentire vivi.

L’ultimo segreto è la curiosità. Qualunque sia l' età anagrafica, affrontiamola con il desiderio di conoscerne i dettagli,

i fattori positivi, i segreti meravigliosi ancora da scoprire. Il più forte motore dell’esistenza è essere curiosi, sempre.

L’interazione tra mente e corpo è intensa e profonda.

Che nel cervello esista una piccola componente d’invecchiamento è vero, ma è variabile, Il cervello impara sempre,

immagazzina dati ed emozioni, è la più bella forma di evoluzione che ci sia dato conoscere. Il cervello “tiene su” il

corpo e contrasta le menomazioni.


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