La longevità è una sfida al femminile

La longevità è una sfida al femminile

SEMBRA quasi un paradosso: siamo di più, viviamo più a lungo ma ce la passiamo mediamente peggio. Così appare la salute delle donne più in là negli anni confrontandola con gli uomini. Le over 65 infatti sono 7,5 milioni, 2 in più degli uomini.

Rispetto agli uomini abbiamo un vantaggio di circa 4 anni in termini di aspettativa di vita (85,1 anni per la donna contro gli 80,6 degli uomini). Eppure i vantaggi numerici si perdono di fronte allo stato di salute e le donne se la passano generalmente peggio in quella definita oggi come generazione argento: sono più malate, hanno più disabilità, soffrono di più di alcune patologie come artrosi e artrite, cefalee, emicranie, ansia e depressione, Alzheimer e demenze. E sono sempre le donne a ritrovarsi più spesso in condizioni disagiate. Ed è per questo che la sfida all' invecchiamento in salute è soprattutto al femminile.

Diventa allora fondamentale mettere in atto tutte le strategie possibili per invecchiare in salute e in modo attivo. Possiamo sottoporci a influenze positive e negative per la nostra salute, fisica e mentale  – meglio se ovviamente lo facciamo da giovani.

Esistono diversi fattori preventivi non farmacologici: gli stili di vita corretti, come diete equilibrate, non fumare e l'attività fisica rientrano tra queste.

Va considerato che la prevenzione per un invecchiamento in salute passi anche dal cervello, con alcuni fattori protettivi e modificabili, che possono aiutare a controbilanciare il rischio di decadimento intellettivo.  Di nuovo, una dieta bilanciata, l'attività fisica che è capace di ridurre lo stress, favorire la neurogenesi e potenziare la riserva cognitiva o ancora la partecipazione ad attività ricreative, la lettura, suonare uno strumento o ancora la meditazione.


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